Monitoraggio della Lontra, dei Chirotteri, e di altra Mammalofauna di interesse comunitario in tre Zone Speciali di Conservazione della rete Natura 2000 del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano
Nel corso del 2024 Lutria è stata coinvolta dal Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese (PNALVAL) nella realizzazione di un progetto per l’attuazione di misure di conservazione in siti Natura 2000 gestiti dall’ente parco, e di iniziative di divulgazione su Natura 2000 e la biodiversità tutelata dalla direttiva europea 43/92/CEE denominata Direttiva Habitat. Le attività di progetto sono state finanziate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Natura 2000 è la più vasta rete coordinata di aree protette al mondo istituita dall’Unione Europea con lo scopo di ridurre la perdita di biodiversità. Questa rete, costituita da Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Zone Speciali di Conservazione (ZSC), tutela specie animali, vegetali e habitat che la Direttiva Habitat, con la Direttiva Uccelli, hanno identificato come vulnerabili o a rischio di scomparsa a causa delle attività umane. La Direttiva Habitat richiede (art. 6) la definizione ed attuazione di misure di conservazione per mantenere o favorire un buono stato di conservazione delle specie di flora e fauna e degli habitat di interesse comunitario per i quali sono state istituite le ZSC; queste misure possono comprendere regolamenti, interventi concreti e di conservazione attiva, ed includono il monitoraggio scientifico nel tempo dello stato delle popolazioni delle specie e degli habitat; il monitoraggio è parte essenziale delle misure di conservazione di una ZSC, consentendo di migliorare e aggiornare le conoscenze e decidere di conseguenza quali interventi sono necessari per mantenere o raggiungere il buono stato degli elementi della biodiversità del sito.
Il PNALVAL è ente gestore di 12 ZSC e di 2 ZPS, che sono parte rilevante della porzione lucana della rete Natura 2000 italiana.
Il progetto ha interessato la porzione meridionale del PNALVAL, dove si trovano le uniche ZSC di ambiente acquatico gestite dall’ente Parco. Si tratta della ZSC Lago Pertusillo IT9210143 e della ZSC Murge di S. Oronzio IT9210220. Il Lago Pertusillo è un invaso realizzato circa settanta anni fa con lo sbarramento del fiume Agri, contornato da boschi di cerro. L’invaso fornisce acqua per l’agricoltura, la produzione idroelettrica e gli usi idropotabili, ma è anche un sito Natura 2000 e parte di una Important Bird Area. L’invaso raccoglie le acque dell’alta valle del fiume Agri, dove si localizzano diverse attività antropiche e si conducono attività di estrazione e lavorazione del petrolio. A valle del lago Pertusillo il fiume Agri riprende il suo deflusso ad acque correnti attraversando interamente, per una lunghezza significativa, la ZSC delle Murge di S. Oronzio. Questa ZSC è caratterizzata da diverse tipologie forestali. Queste includono in prevalenza pregevoli formazioni forestali di leccio o di macchia alta a dominanza di sclerofille sempreverdi sui versanti da poco a molto acclivi delle aree collinari e montane di bassa quota; nelle aree con superfici pianeggianti o poco acclivi e con suoli più profondi sono presenti querceti di roverella. Di notevole valore naturalistico sono i lembi di boschi igrofili a pioppi e salici nei pressi del fiume Agri. A poca distanza dalle ZSC delle Murge di S. Oronzio e del lago Pertusillo si trova la terza ZSC interessata dalle attività del progetto, denominata Monte Raparo. Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza del massiccio calcareo del monte Raparo, con i versanti settentrionali coperti da estese foreste di faggio e le aree sommitali occupate da estese praterie con diversi habitat di interesse comunitario e ospitanti una ricca avifauna.
Le tre ZSC avevano in comune la carenza di informazioni su presenza e stato di conservazione dei mammiferi di interesse comunitario, compresi i chirotteri, carenza riflessa nel Formulario Standard dei siti.
Coerentemente alle misure di conservazione adottate per le tre ZSC dalla Regione Basilicata sono state pertanto pianificate raccolte dati per valutare presenza e stato di conservazione dei chirotteri e dei mammiferi non volatori di interesse comunitario con lo scopo principale di aggiornare i dati dei Formulari Standard delle tre ZSC sia nei campi relativi alle specie in Allegato II della Direttiva, sia nei campi relativi alle specie in Allegati IV e V della DH, o inserite in Liste Rosse nazionali e convezioni internazionali. I dati sono stati inseriti seguendo format specifici utili a consentire l’aggiornamento ufficiale da parte dell’ente responsabile rappresentato dalla Regione Basilicata per la trasmissione degli stessi al MASE.
Le attività di rilevamento dei dati sul campo sono state organizzate e implementate utilizzando le metodologie previste dal Manuale ISPRA sul monitoraggio di specie e habitat di interesse comunitario (Stoch e Genovesi 2016). In relazione alla diversa ecologia delle specie target e relativi metodi di campionamento sono state attuate quattro tipologie di attività su 4 gruppi di specie (figura precedente). Tutti i dati sono stati acquisiti in un campione di siti rappresentativo degli habitat delle specie presenti nelle ZSC, selezionato preliminarmente tramite analisi cartografica in ambiente GIS e georeferenziato sul campo con un GPS. La raccolta dei dati è stata attuata tra Luglio e Settembre 2024. Nel caso della lontra è stata condotta anche una indagine sulla ecologia trofica attraverso l’identificazione di resti di preda in un campione di escrementi, con l’obiettivo collaterale di valutare la presenza di specie ittiche aliene nel fiume Agri e nel lago Pertusillo.
Sulla base dei dati acquisiti nel progetto sono stati compilati i format in excel predisposti dal MASE per l’aggiornamento dei Formulari Standard dei siti Natura 2000. Nella figura che segue è riportata una sintesi degli aggiornamenti da cui si evince l’incremento di conoscenze ottenuto. Inoltre i dati distributivi sono stati organizzati in shapefile prodotti in QGIS per aggiornare la distribuzione delle specie nella griglia nazionale 10×10 km, anche al fine di contribuire alla quinta rendicontazione dello stato di conservazione delle specie in Direttiva Habitat, prevista nel 2025 per il sessennio 2019-2024.
Le attività e i risultati del progetto nel contesto della Rete Natura 2000 e della Direttiva Habitat sono raccontati in un documentario realizzato per le finalità di promozione e divulgazione della Rete Natura 2000. Le riprese sono state effettuate nel mese di settembre 2024. Nel documentario, narrato da Emanuele Biggi, conduttore della trasmissione televisiva Rai Geo, si alternano gli interventi dei vari specialisti impegnati nel monitoraggio delle specie nei paesaggi del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. Le riprese mostrano i luoghi e gli habitat dove i mammiferi della Direttiva Habitat vivono, aprendo un ampio spaccato della loro ecologia e delle tecniche di monitoraggio che i ricercatori i utilizzano per acquisire le informazioni imprescindibili per la conservazione delle specie e la buona gestione delle Zone Speciali di Conservazione della Rete Natura. Il documentario, scritto e coordinato da Manlio Marcelli e Romina Fusillo di Lutria sas, è stato girato e montato da Gennaro Sebastianelli e Assunta Funaro di Gaia Studio, con la collaborazione di Dimitri Sobolev per le riprese con drone.














