Novità positive sulla lontra in Calabria. Segni di presenza sul fiume Angitola

Lo scorso 20 agosto 2015, i soci LUTRIA in occasione di un sopralluogo mirato nel basso corso del fiume Angitola in provincia di Vibo Valentia, hanno rinvenuto due escrementi (spraint) di lontra eurasiatica (Lutra lutra). Le due deposizioni, segno inequivocabile della presenza della specie nell’area e della frequentazione del fiume Angitola, sono state rinvenute su un conglomerato in alveo, parte di una briglia ammalorata, in corrispondenza del ponte sulla SS18, a circa 1,7 km dalla foce del fiume. Il sito ricade nei limiti del Parco Naturale Regionale delle Serre e del SIC IT9340086 “Lago dell’Angitola”. Uno degli escrementi rinvenuti conteneva vertebre di anguilla (Anguilla anguilla) e ossa lunghe di anfibi anuri (foto sotto).

Fiume Angitola nei pressi del ponte della SS18 (a sinistra). In questo tratto fluviale sono stati rinvenuti segni di presenza certi della lontra (Lutra lutra). A destra, escremento (spraint) di lontra rinvenuto nel sito. Foto di R. Fusillo e M.Marcelli

Il rinvenimento rappresenta un dato importante ed incoraggiante. Un anno fa una lontra moribonda, poi deceduta, venne rinvenuta sulla spiaggia in prossimità della foce del fiume Angitola, segnalata al referente regionale WWF Calabria sig. Pino Paolillo, e poi trasportata al CRAS di Catanzaro. Quella segnalazione non consentiva però di affermare che il corso d’acqua fosse frequentato dalla specie e precedenti indagini condotte nel bacino idrografico dell’Angitola non avevano dato esito positivo.

La foce del fiume Angitola nel comune di Pizzo, in provincia di Vibo Valentia. Foto di R. Fusillo

Nel 2003, Manlio Marcelli, durante una estesa indagine di campo Italia centro-meridionale condotta nell’ambito del proprio dottorato di ricerca (Marcelli 2006), visitò alcuni siti fluviali nel bacino del fiume Angitola senza tuttavia rinvenire segni di presenza della lontra. Quella indagine apportò comunque importanti novità sulla lontra in Calabria che sembravano indicare un miglioramento dello stato di conservazione locale della specie. La presenza della lontra venne infatti documentata nella porzione meridionale della provincia di Cosenza e nella provincia di Catanzaro, dove la precedente indagine del WWF Italia nel 1985 non aveva restituito siti positivi. Nuovi siti di presenza della specie furono identificati lungo l’intero decorso del fiume Savuto (CS, CZ), nel fiume Lese, affluente del Neto (KR) e nel fiume Crocchio (CZ) che rappresentava il sito di presenza più meridionale per la lontra in Italia (Marcelli 2006, Marcelli e Fusillo 2009a). La ricolonizzazione di questi fiumi calabresi configurava una espansione a sud della lontra e documentava un incremento della distribuzione della lontra rispetto agli anni ’80 (Marcelli e Fusillo 2009a), anche se i segni di presenza si fermavano alla Calabria centrale.
Successivamente, nel 2009, una nuova indagine sulla lontra commissionata ai soci LUTRIA dal Parco Nazionale della Sila (Marcelli e Fusillo, 2009 b, Marcelli e Fusillo, 2010), ha apportato nuove evidenze della ricolonizzazione dei fiumi calabresi da parte della lontra. Per la prima volta, dopo l’estinzione presunta avvenuta circa 30 anni fa nell’altipiano silano, furono identificati siti di presenza della lontra entro i limiti del Parco Nazionale e nelle aree contigue, dove la presenza della specie risultava concentrata in particolare lungo il fiume Neto, nell’alto corso del fiume Lese, nel fiume Arvo, in affluenti del fiume Ampollino, nel fiume Tacina e nel torrente Soleo, mentre si confermava la presenza, seppure rarefatta, sul fiume Savuto. Nuovi siti di presenza venivano identificati anche nell’alto corso del fiume Crocchio. Nel 2011 e 2014 (Marcelli M., Fusillo R., dati non pubblicati) la lontra ricolonizzava ulteriormente l’alto corso del Neto e alcuni affluenti.

Ancora una immagine della foce del fiume Angitola (VV). Foto di R. Fusillo

E arriviamo all’agosto del 2014, quando una lontra in evidente difficoltà viene rinvenuta sulla spiaggia alla foce del fiume Angitola in provincia di Vibo Valentia. Era la prima volta che si avevano evidenze che la lontra potesse raggiungere o avesse raggiunto corsi d’acqua della provincia di Vibo. Restava tuttavia l’incertezza della provenienza dell’esemplare. Era arrivato via mare da aree di presenza prossime, ad esempio dalla foce del fiume Savuto, oppure si trattava di un esemplare che viveva nel fiume Angitola?
Il rinvenimento della lontra moribonda sulla spiaggia non consentiva di affermare con sicurezza che il bacino del fiume Angitola fosse stato ricolonizzato dalla lontra. Era necessario indagare il fiume Angitola, il lago, i principale affluenti alla ricerca di spraint. Pino Paolillo del WWF Calabria sostenne fin da subito la necessità di intraprendere tali indagini, ma finora non era stato possibile effettuare alcun sopralluogo.
Poi finalmente a distanza di un anno, viaggiando verso Reggio Calabria, si è presentata l’occasione di fare due stop alla foce del fiume Angitola e a circa 2 km dalla foce, in corrispondenza del ponte della SS18 sull’Angitola. Ed ecco la piacevole sorpresa!
Gli spraint rinvenuti consentono ora di affermare con certezza che almeno parte del fiume Angitola è usato da uno o più esemplari di lontra. Questa incoraggiante novità appare dunque confermare una ulteriore espansione a sud dell’area di distribuzione della lontra in Calabria. Rappresenta inoltre per l’Italia la segnalazione più meridionale di presenza della lontra.

Romina Fusillo e Manlio Marcelli

Corriere grosso (Charadrius hiaticula) fotogratafo sulla spiaggia in prossimità della foce del fiume Angitola (VV). Foto di M. Marcelli