“Sve(g)liamo la dormiente” svela i lupi del Taburno-Camposauro

Il massiccio del Taburno-Camposauro, in provincia di Benevento, costituisce un complesso di media montagna protetto da un parco Regionale, circondato da aree coltivate e abitati che lo separano fisicamente dai massicci appenninici del Matese a nord e del Partenio a sud.

Nell’area del Parco Regionale del Taburno Camposauro la presenza del lupo è sempre stata considerata sporadica. Lo studio di fototrappolaggio che stanno conducendo gli zoologi Manlio Marcelli e Romina Fusillo (Lutria sas) nell’ambito del progetto Sve(g)liamo la Dormiente, supportato da Fondazione con il Sud, porta nuove rilevanti informazioni sulla situazione del predatore nell’area sannita. Nel periodo luglio-dicembre 2020 il lupo è stato rilevato in tre siti nella porzione settentrionale del massiccio.

In particolare, un video documenta per la prima volta la presenza di un branco stabile nel Taburno-Camposauro. Il video mostra una coppia di adulti accompagnati da due giovani dell’anno. L’adulto che avanza per primo ad un certo momento percepisce un debole rumore emesso dalla fototrappola manifestando una temporanea reazione timorosa e un cambio di percorso. Il giovane che lo segue asseconda il cambio di direzione dell’adulto. Poco dietro si vedono sopraggiungere l’altro adulto seguito dall’altro giovane, apparentemente zoppicante.

I dati hanno rilevanza in considerazione del monitoraggio nazionale del lupo avviato da ISPRA su mandato del Ministero dell’Ambiente. Le nuove informazioni acquisite aggiungono un tassello significativo alla conoscenza della distribuzione del lupo e possono contribuire a migliorare la stima del numero di esemplari presenti in Appennino meridionale.

La presenza di un branco stabile di lupi, sottolineano il dott. Marcelli e la dott.ssa Fusillo, suggerisce la buona salute degli ecosistemi del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, ma richiede opportuni interventi di tutela, gestione e comunicazione.