Progetto RECAL

Uno studio post-mortem sulla lontra eurasiatica in Italia

Perché uno studio post-mortem sulla Lontra in Italia?

La lontra eurasiatica (Lutra lutra) è un carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidi, legato agli ambienti acquatici, in particolare alle acque correnti (fiumi e torrenti). Può essere considerata una specie indicatrice dello stato ecologico e funzionale degli ecosistemi in cui vive, i fiumi, e dei paesaggi in cui questi scorrono.

La lontra eurasiatica è una specie quasi minacciata a livello mondiale. Un tempo presente in gran parte dei sistemi fluviali, in Italia è oggi relegata alle sole regioni meridionali (dall’Abruzzo meridionale alla Calabria) ed è pertanto considerata una specie in pericolo. Si stima che in Italia vi siano oggi 230-660 lontre (Rondinini et al. 2013).

Le azioni di conservazione di una specie particolarmente protetta, quale la lontra, richiedono un continuo monitoraggio delle popolazioni. Tuttavia alcuni aspetti della sua biologia ed ecologia sono difficili da studiare, poiché la lontra, come altri carnivori,  è una specie elusiva e di abitudini prevalentemente notturne.

Il ritrovamento di una lontra morta rappresenta perciò un evento importante che può fornire dati e informazioni utili al monitoraggio delle popolazioni e migliorare la conservazione della specie.

La mortalità è ad esempio un parametro fondamentale per lo studio delle dinamiche di popolazione. L’esame degli esemplari deceduti aiuta a definire le cause di morte e ad elaborare azioni e strategie per ridurre o contrastare la mortalità accidentale (ad esempio gli investimenti stradali). Consente inoltre di descrivere le malattie e parassitosi più frequenti, ma anche di conoscere, ad esempio, se e in quale periodo dell’anno si concentrano le nascite, quali classi di età e quale sesso appaiano più esposti alla mortalità accidentale di origine antropica, o se la popolazione è esposta agli effetti deleteri degli inquinanti ambientali e possiamo attenderci un peggioramento del suo stato di conservazione.

Le attività di ricerca

Il progetto RECALRECupero e Analisi post-mortem di esemplari di Lontra (Lutra lutra)” è stato avviato nel 2009 con le finalità di contribuire al miglioramento della gestione dei casi di mortalità di lontra in Italia, favorendo il recupero delle carcasse di lontra segnalate, e di massimizzare le informazioni e i dati ottenibili dagli esemplari rinvenuti, e utili alla conservazione della specie, attraverso l’applicazione di procedure e protocolli scientifici specifici e di elevato livello qualitativo per le indagini post-mortem.

Il progetto RECAL si avvale di un team di competenze multidisciplinari che coinvolge ecologi della lontra e patologi animali con esperienza specifica sulla specie, i quali costituiscono uno staff scientifico permanente per gli esami necroscopici e le analisi post-mortem sugli esemplari di lontra segnalati e recuperati. Il protocollo scientifico per l’esame necroscopico sviluppato nell’ambito del RECAL, fa riferimento a protocolli standardizzati e condivisi dal gruppo di specialisti della lontra della IUCN (IUCN Otter Specialist Group) a livello europeo ed integrato con procedure specifiche già utilizzate dai soggetti scientifici coinvolti.

Il progetto ha interessato inizialmente i territori di competenza del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA). A partire dal 2012, lo studio post-mortem sulla lontra è stato esteso ai territori limitrofi della regione Basilicata con il coinvolgimento del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese (PNALVAL), CRAS di Potenza, CRAS e Provincia di Matera, Parco Regionale di Gallipoli-Cognato (PRGC). Più recentemente lo studio è stato esteso a lontre rinvenute morte nelle regioni Puglia, Calabria e Abruzzo, con il coinvolgimento e collaborazione della LIPU Puglia e Abruzzo, del CRAS e la provincia di Catanzaro, del CFS di Chieti, del progetto Lontrack.

Nel periodo novembre 2011 – maggio 2015, il progetto RECAL è stato attuato nel PNCVDA e aree contigue come collaborazione tra l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la società di ricerca ecofaunistica LUTRIA snc, la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo (Unità di Ricerca in Anatomia Patologica) e il Servizio Sanità Animale ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti. Dal 2012 i soggetti scientifici hanno effettuato le analisi post-mortem anche su lontre rinvenute in altre aree protette e territori, e conferite dai soggetti detentori, presso le strutture e sotto la responsabilità dello staff scientifico del progetto RECAL.

Lo studio prosegue ora a cura dei partner scientifici del progetto, in particolare LUTRIA snc WRC e Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Teramo.

Obiettivi del progetto RECAL

  • Contribuire alla conservazione della lontra in Italia attraverso il monitoraggio e l’analisi dei casi di mortalità
  • Definire le principali condizioni e cause ambientali degli eventi di mortalità, sia naturale sia di origine antropica
  • Valutare lo stato di salute generale della popolazione italiana di lontra
  • Ottenere dati utili alla stima dei parametri demografici attraverso l’analisi congiunta di età, sesso e stato riproduttivo degli esemplari rinvenuti
  • Stimare i principali parametri biometrici
  • Valutare l’esposizione ai contaminanti ambientali ed eventuali effetti per gli individui e la popolazione, attraverso l’analisi di campioni di organi prelevati dagli esemplari recuperati
  • Realizzare una raccolta di campioni tissutali e di organi di medio-lungo periodo, per l’analisi degli andamenti temporali.

Cosa fare se trovi una lontra morta

Il ritrovamento di una lontra morta è un evento occasionale e relativamente raro ma molto importante per il monitoraggio e la conservazione della specie.

Per questo è fondamentale che venga segnalato tempestivamente in modo da consentire il recupero della carcassa e gli esami post-mortem.

A tal fine puoi contattare gli enti competenti sul territorio, in particolare il Corpo Forestale dello Stato (CFS), le aree protette, la polizia provinciale, ma anche i Centri di Recupero della Fauna Selvatica (ad esempio CRAS di Matera, CRAS di Potenza che già collaborano con il progetto RECAL), se sono presenti nell’area in cui ti trovi, e i ricercatori del progetto RECAL.

Ciascuno di questi soggetti provvederà ad allertare il Servizio Veterinario della ASL di riferimento.

Non toccare o spostare la carcassa a meno che ciò non sia necessario al fine di evitare un ulteriore danneggiamento della stessa e sempre che sia possibile farlo in tutta sicurezza.

Se hai con te un telefonino o una macchina fotografica, scatta qualche foto del sito di rinvenimento e appunta i principali riferimenti spaziali o, se possibile, le coordinate del luogo. Attendi dunque l’arrivo dei ricercatori del progetto e/o del Corpo Forestale dello Stato e del veterinario della ASL.

In ogni caso anche quando il recupero è effettuato dal CFS o dalla ASL segnala l’evento anche ai ricercatori del progetto RECAL che provvederanno inoltre ad aggiornare le informazioni sul sito “Ritrovamenti Lontre in Italia” con i dati da te forniti.

Puoi contattare il Corpo Forestale dello Stato (CFS) al 1515

Puoi contattare i ricercatori del progetto RECAL ai numeri:

+39 0864 49567 –  380 7106562 (Romina Fusillo)

+39 0864 49567 –  348 7488736 (Manlio Marcelli)

progettoRECAL@lutria.eu

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Per una sintesi delle finalità del progetto e delle informazioni che potresti contribuire a raccogliere sulla lontra rinvenuta, per favore scarica QUI il foglio informativo e la scheda di rilevamento dati del RECAL.

La segnalazione sarà riportata al sito nazionale dei ‘Ritrovamenti di lontre in Italia’.

GRAZIE MILLE PER IL TUO CONTRIBUTO!